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GENUINO CLANDESTINO VALSUSINO
Categories: GENUINO CLANDESTINO

 quasi pronti per intraprendere il viaggio di ritorno dall’´Olanda , un articolo sulla tappa GC nazionale in Val di Susa uscito su gazzettagastronomica.it

Villar Focchiardo, venerdì 19 Aprile 2013

Un Volkswagen T3 carico di scatoloni, cassette e passeggeri arriva nel piazzale di fronte al “Polivalente”, dove si stanno ultimando i preparativi per l’incontro nazionale di Genuino Clandestino. I viaggiatori hanno l’aria di aver passato un bel po’ di ore stipati a macinare chilometri. “Ciao, da dove arrivate?” “Da Montella, in provincia di Avellino. Il paese delle castagne”. “Bé allora vi troverete quasi come a casa, qui: benvenuti a Villar Focchiardo, il paese dei marroni!”
Proprio le castagne saranno protagoniste di una delle tavole di discussione e confronto di sabato mattina, quella sull’agricoltura di montagna. Ma non è certamente solo questo l’unico motivo della scelta della Valsusa per il raduno primaverile di quest’anno.

“Nella nostra valle – spiega Natalia che e vive e lavora di agricoltura ecologica e turismo in Alta Valle – abbiamo dovuto abituarci a lottare ogni giorno per le terre minacciate da speculazione e cemento, da un’idea di sviluppo, turismo e gestione del territorio che la sta distruggendo invece di preservarla”. “Un nostro amico coltivava la lavanda in Clarea, una delle poche zone del mondo in cui si produce il vino del ghiaccio. Poi è arrivato il cantiere TAV e buona parte del suo lavoro è andato distrutto”.

Storie simili si ripetono in varie forme e modalità da nord a sud, erodendo progressivamente e in modo quasi sempre irreversibile gli spazi per la produzione agricola.
Proprio un sentiero della Clarea, quindi, è stato scelto simbolicamente per rilanciare la campagna “Terra Bene Comune” che si pone l’obiettivo di fermare la svendita del patrimonio pubblico e dei terreni agricoli demaniali, proponendo invece una gestione locale che salvaguardi e valorizzi l’agricoltura contadina e il suo patrimonio agroalimentare nel rispetto della terra e dell’ambiente.
In questo momento, però, il centro delle attività è la cucina, in cui una decina di volontari hanno iniziato la preparazione di un piatto per la cena (gratis) di stasera.

GC

“Ci puoi rivelare un’anteprima del menu?”– chiediamo a Katia che ne ha coordinato, efficientissima, l’organizzazione: “il cuoco Gianni Scapin di OfficinaVeg ha proposto un minestrone di verdure, legumi ed erbe selvatiche arrivate dai produttori di zona, con crostini ed olio alle erbe aromatiche.” E per domani? “In parte dipenderà dagli ingredienti che ci porteranno i produttori stessi, ma fortunatamente Luca Bruno e Francesco, cuochi del giorno, sono abituati a gestire cucine un po’ improvvisate. Quasi sicuramente ci saranno polenta e formaggio (sostituito da tofu al bagnet verd per i vegani), pes-coj di riso e verdure, broccoli saltati, insalata di cicorie miste e frittate di erbette”.

In più ci saranno le focacce e le pizze del “Forno Errante”, uno strano aggeggio dall’ aspetto vagamente steam punk in fase di montaggio all’esterno. In cucina c’è un’atmosfera allegra e rilassata anche se si lavora a ritmo sostenuto; cuochi e assistenti che per la maggior parte non si erano mai incontrati prima sembrano entrati istantaneamente in sintonia. Ma se le cene sono gratuite, la partecipazione al mercato è gratuita, chi paga tutte le spese? Rilancio la domanda a Simone che, alla spillatrice, sta sistemando i fusti della Sora ’Lama’ – birrificio artigianale di Vaie. “L’evento è completamente autofinanziato, quindi prima di tutto abbiamo cercato di ridurre al minimo le spese. Tutte le persone che hanno partecipato all’organizzazione l’hanno fatto a titolo gratuito e anche il Comune di Villar Focchiardo, a cui è piaciuto il progetto, è stato molto collaborativo. Comunque, la cena di sabato, il vino e le pizze saranno ad offerta libera, ma saranno in vendita le magliette “Genuino Clandestino Valsusino” serigrafate al VisRabbia e la birra – il cui ricavato, al netto delle spese, andrà ai ragazzi di Novalesa feriti un mese e mezzo fa dallo scoppio di una bomba della seconda guerra mondiale nel campo che stavano lavorando”.

In Genuino Clandestino, del resto viene sempre sottolineata l’importanza dellacollaborazione, del rapporto diretto fra chi produce e chi acquista i prodotti; quest’ultimo ha un ruolo attivo a partire dalla sua decisione di informarsi, di frequentare i mercatini invece dei centri commerciali, di scegliere cibi non convenzionali e a volte più costosi di quelli disponibili al supermercato perché frutto di una produzione basata sul rispetto dell’ambiente e dei ritmi della natura, ma anche di qualità che spesso richiede lavorazioni lunghe.

Un consumatore consapevole che, anche grazie alle iniziative promosse dalla rete stessa, può assumere un ruolo sempre più marcato di sostegno ai piccoli produttori che per garantirsi un minimo sostentamento devono affrontare un percorso pieno di ostacoli. La campagna, iniziata nel 2010 da Campi Aperti era nata soprattutto da una constatazione: “le normative igienico-sanitarie attualmente in vigore impongono a chiunque si occupi della trasformazione di prodotti alimentari di dotarsi di laboratori specializzati che rispettino determinati standard. Queste leggi sono state pensate per regolamentare l’attività delle grandi industrie agro-alimentari ma sono inadatte alle piccole realtà contadine, caratterizzate da produzioni ridotte e di altissima qualità, in cui la manodopera consiste il più delle volte nel solo produttore”.

Nell’ottica di offrire la massima trasparenza a chi acquista, e con un tocco di ironia verso il proliferare di bollini a garanzia qualità e bio di cui però il consumatore non ha alcun modo di verificarne l’affidabilità, nasce l’etichetta “Genuino Clandestino”: prodotti che non sono a norma secondo la legge italiana, ma comunque genuini e affidabili. Quali metodi di selezione controllo utilizzare per garantire la massima qualità dei prodotti venduti ai mercati, come offrire a tutti la possibilità di accedere a cibi sani a prezzi equi e come affrontare il complicato rapporto con le normative sono stati alcuni dei temi affrontati negli incontri di discussione e confronto nel weekend: “Sistemi di autocertificazione e certificazione collettiva”, “ApPREZZIamolo! e “Normative o diritto universale?”.

Dopo questa digressione teorica, torniamo ad aspetti più pratici. O se preferite, piùTerra/TERRA!
Il mercato, nonostante il clima piovoso e freddino non invogliasse ad uscire, ha visto una buona partecipazione di acquirenti arrivati dalla zona circostante, ma anche da Torino ed altre zone del Piemonte, incuriositi dall’evento. Domenica non è decisamente mancata un’interessante offerta di cibi da strada, gestita dagli stessi partecipanti al mercato con i loro prodotti: il caciocavallo podolico impiccato alla brace e la zuppa di grani antichi, castagne e olio di oliva della Ragnatela Autoproduzioni (Campania), le frittatine di lamia su frisa e le tagliatelle di Montedavigo (Emilia Romagna), i cavolfiori fritti e le ficattole del TeatroContadino della Fierucola (Toscana), i panini al capocollo di Semi Bradi (Umbria), i piatti vegetariani a base di seitan delle “Seitaniste” (Piemonte) e poi salumi di cinta senese da Capranica (Lazio – no, non il Teatro, per carità!), frittelle di mele, torte alla nocciola e molte altre delizie da assaggiare.

Per concudere, in attesa della prossima edizione, qualche numero? 120 piatti di minestroneserviti alla cena di venerdì | 250 piatti serviti alla cena di sabato 200 panini preparati sabato a pranzo da VisRabbia e Comitato NoTav di Bruzolo | 90 litri di birra spillati | 70 banchi di piccoli produttori, trasformatori e artigiani provenienti da quasi tutte le regioni d’Italia.
Hanno collaborato all’organizzazione: A.S.C.I. Piemonte  | C.C.P. | Etinomia | Spazi occupati zona San Paolo/GermogliaTO |  VisRabbia

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(foto del dopo Genuino Clandestino a CELS ospiti da Silvia)

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